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L’alimentazione non riguarda solo il nutrimento del corpo per mantenerne la sopravvivenza, ma passa anche dal benessere psicologico ed emotivo.

Per molte persone, il cibo diventa un rifugio, un’ossessione o un nemico da evitare e da temere: non tutti hanno infatti una relazione sana e funzionale con l’alimentazione.

I disturbi del comportamento alimentare (DCA) e i disturbi alimentari psicogeni (DAP) sono tutte quelle problematiche psicologiche che concernono il rapporto tra gli individui e il cibo.

Non si tratta semplicemente di problemi legati al cibo, ma sono essi la manifestazione scatenante di una sofferenza interiore che si manifesta attraverso il controllo, l’ipercontrollo o la perdita del controllo sull’alimentazione.

Come psicologo specializzato in disturbi alimentari a Trento, lavoro con persone che lottano contro il disagio psicologico (e ovviamente fisico) causato dai disturbi alimentari, e le aiuto a comprendere e a trasformare il loro rapporto con il cibo e con se stesse a seguito di un percorso psicoterapeutico mirato.

Un percorso di psicoterapia per trattare questo tipo di disagio non mira solo ed esclusivamente a fare educazione sul comportamento alimentare, anzi: agisce in profondità sulle cause emotive e psicologiche che lo alimentano e da cui scaturisce come segnale di malessere e di richiesta di aiuto.

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Disturbi dell’alimentazione: cosa sono?

I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione comprendono una serie di condizioni caratterizzate da un rapporto disfunzionale con il cibo, il quale influisce negativamente sulla salute fisica e psicologica della persona a causa della malnutrizione (sia in eccesso che in difetto).

I DCA sono argomento di trattazione non solo in psichiatria, ma anche in endocrinologi, in gastroenterologia e in altre branche mediche in quanto comportano, nei soggetti in cui si instaurano, una serie di alterazioni primarie o secondarie che colpiscono numerosi organi e apparati del corpo.

Tra i disturbi alimentari più comuni troviamo:

  • Anoressia nervosa: caratterizzata da restrizione alimentare, paura intensa di ingrassare e da un’immagine corporea personale distorta.
  • Bulimia nervosa: episodi di abbuffate seguiti da comportamenti compensatori come vomito autoindotto, uso eccessivo di lassativi o di diuretici ed esercizio fisico compulsivo.
  • Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder – BED): abbuffate frequenti senza comportamenti compensatori, spesso accompagnate da sensi di colpa, vergogna con rischio di obesità.
  • Ortoressia: ossessione per il cibo sano, con una restrizione estrema che può portare a una malnutrizione e ad un conseguente isolamento sociale.
  • Altri disturbi alimentari atipici: comportamenti alimentari disfunzionali che non rientrano pienamente nelle categorie diagnostiche tradizionali ma che hanno comunque un impatto significativo sulla qualità della vita dell’individuo.

Questi disturbi dell’alimentazione non dipendono dalla forza di volontà o da una dieta errata, affondano invece le loro radici su un disagio profondo che necessita trattamento dei disturbi del comportamento alimentare a Trento specifico se si abita in zona.

Psicologia e alimentazione: le cause dei disturbi alimentari

I disturbi del comportamento alimentare non hanno una causa unica, ma derivano da una combinazione di fattori psicologici, biologici, sociali e culturali.

Le cause principali sono determinate da un’importante influenza ambientale che riguarda l’esposizione dell’individuo a dinamiche familiari spesso non sane o ad una società sempre più pretenziosa dal punto di vista dell’avvenenza fisica; altre volte sono i vuoti e le mancanze a generare una risposta disordinata da parte delle persone nei confronti del cibo.

La mancanza d’affetto, un disagio non comunicato e molti altri motivi, possono portare allo sviluppo di disturbi ossessivi che riguardano l’alimentazione; per questo un trattamento psicologico non si basa solo su interventi volti a migliorare le condizioni nutritive e a stabilizzarle, ma anche a ragionare sull’origine e sull’entità del malessere della persona.

Alcuni dei principali elementi scatenanti dunque, includono:

  • Aspetti emotivi e psicologici: ansia, depressione, bassa autostima, bisogno di controllo e difficoltà nella gestione delle emozioni.
  • Esperienze traumatiche: eventi dolorosi del passato, come bullismo, abuso o rifiuto sociale, possono contribuire allo sviluppo di un disturbo dell’alimentazione.
  • Influenza dei media e della cultura: la pressione sociale o dei social media verso un ideale di bellezza irrealistico può spingere ad assumere comportamenti alimentari disfunzionali soprattutto negli adolescenti.
  • Dinamiche familiari: relazioni conflittuali o eccessive aspettative possono alimentare il bisogno di controllo sul cibo come strategia di gestione del disagio.
  • Fattori biologici e genetici: alcune persone possono essere predisposte geneticamente a sviluppare disordini alimentari.

Il mio approccio terapeutico, in quanto psicologo , psicoanalista e psicoterapeuta a Trento mira a comprendere le radici emotive e cognitive del problema, al fine di aiutare la persona a sviluppare strategie più sane per affrontare il proprio mondo interiore.

Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: i sintomi

I disturbi alimentari possono manifestarsi in modi diversi, ma alcuni segnali comuni includono:

  • Ossessione per il peso, il cibo e le calorie
  • Digiuni prolungati o restrizioni alimentari estreme
  • Abbuffate frequenti e perdita di controllo sull’alimentazione
  • Condotte di eliminazione come vomito autoindotto, abuso di lassativi e di diuretici o eccesso di attività fisica
  • Ansia o senso di colpa legati al cibo
  • Isolamento sociale o evitamento di situazioni che coinvolgano il cibo
  • Perdita o aumento di peso significativo in breve tempo
  • Alterazioni del ciclo mestruale (amenorrea) o problemi fisici correlati alla malnutrizione

Questi sintomi possono avere conseguenze gravi sulla salute fisica e mentale della persona: molte persone che soffrono di anoressia, ad esempio, se non riescono a trattare in tempo i risvolti emotivi e fisici legati al disturbo, potrebbero non riprendersi più.

Chi soffre di bulimia, invece, o di obesità (in mancanza di cause medico-organiche) potrebbe avere ripercussioni fisiche e cardiovascolari molto gravi; in entrambi i casi, i disturbi alimentari non solo nuocciono gravemente alla salute, ma possono rivelarsi anche potenzialmente fatali se cronicizzati e se la persona non riesce a trovare la giusta spinta per reagire e per superare i propri traumi.

Riconoscerli e intervenire tempestivamente grazie all’aiuto di uno specialista, dunque, è fondamentale per evitare complicazioni a lungo termine.

Psicologo per disturbi del comportamento alimentare Trento: perché rivolgerti a me

Se soffri di un disturbo del comportamento alimentare, che un aiuto professionale, a parte quello delle persone che ti voglio bene, può davvero fare la differenza.

Come psicologo per disturbi alimentari, permetto ai miei pazienti che soffrono di problemi legati al cibo, di ricevere un un supporto specializzato per aiutarli a comprendere e a superare questo rapporto conflittuale.

Il mio approccio terapeutico per trattare i disturbi alimentari a Trento comprende:

  • Un ascolto empatico e senza giudizio, per comprendere la tua esperienza unica, per capire da dove deriva il tuo dolore, che colore ha e qual è stata la sua causa o la sua manifestazione scatenante.
  • Lavoro sulle emozioni e sulla gestione dello stress, per ridurre l’uso del cibo come strategia di coping o per sopperire a delle mancanze specifiche dal punto di vista affettivo.
  • Tecniche cognitive e comportamentali, per modificare i tuoi schemi di pensiero disfunzionali legati all’alimentazione.
  • Esplorazione delle radici profonde del disturbo, attraverso un approccio psicoanalitico quando necessario.
  • Supporto per il miglioramento dell’autostima e dell’accettazione di sé, con un lavoro sul senso di percezione del tuo corpo.

Affrontare un disturbo alimentare richiede tempo, pazienza e un percorso personalizzato; ma soprattutto molto impegno.

Si tratta di un disturbo difficile da gestire, che fa sentire la persona fragile, vulnerabile, e soprattutto restìa al cambiamento: più un disturbo alimentare è radicato, più la persona tenderà a sentirlo come una certezza e come un comportamento “sicuro” su cui fare affidamento.

Con il giusto supporto psicologico, comunque, è possibile sviluppare un rapporto più sano e sereno con il cibo e con se stessi.

Se pensi di avere un problema legato all’alimentazione o se qualcuno a te vicino sta vivendo questa difficoltà, contattami per un primo colloquio conoscitivo.

Insieme possiamo trovare la strada per il benessere e la guarigione.

Quanto costa una seduta di psicoterapia per i disturbi alimentari a Trento?

Il costo di una seduta di psicoterapia per disturbi alimentari a Trento varia in base alla durata e all’approccio terapeutico utilizzato.

Per ricevere informazioni dettagliate sui costi e sulle modalità di trattamento, consiglio di prenotare un primo colloquio conoscitivo con me: contattami direttamente per parlare del percorso più adatto alle te.

Domande frequenti sullo psicologo per Disturbi del comportamento alimentare

Perché dovrei andare da uno psicologo per disturbi alimentari?
I disturbi del comportamento alimentare non riguardano solo l’atto del mangiare, ma sono il riflesso di un disagio interiore più profondo, per questo se ne soffri dovresti rivolgerti a uno psicologo specializzato in disturbi alimentari a Trento perché questo ti permetterà di affrontare le cause emotive e cognitive alla base del problema.
A cosa sono dovuti i disturbi alimentari?
I disturbi dell’alimentazione derivano da una combinazione di fattori psicologici, biologici e sociali. Tra le cause principali troviamo le seguenti casistiche: Fattori emotivi: ansia, depressione, bassa autostima e bisogno di controllo. Esperienze traumatiche: abuso, bullismo o critiche costanti sul proprio corpo. Influenza sociale e culturale: standard estetici irrealistici promossi dai media. Fattori genetici: predisposizione familiare ai disturbi del comportamento alimentare. Dinamiche familiari e relazionali: pressioni, aspettative o difficoltà nella comunicazione.
Che cosa sono i disturbi del comportamento alimentare?
I disturbi del comportamento alimentare (DCA) sono patologie complesse che influenzano la relazione con il cibo e con il proprio corpo. Non si tratta solo di abitudini alimentari poco attenzionate, ma di problematiche che compromettono il benessere fisico e mentale della persona. Il disturbo dell’alimentazione può manifestarsi con eccessive restrizioni, abbuffate, comportamenti compensatori o con un’ossessione per il controllo del peso o per il conteggio quotidiano delle calorie.
Che tipi di disturbi alimentari ci sono?
I principali disturbi della nutrizione e dell’alimentazione includono: Anoressia nervosa: restrizione alimentare estrema e paura intensa di ingrassare. Bulimia nervosa: episodi di abbuffate seguiti da condotte di eliminazione come vomito autoindotto o uso eccessivo di lassativi. Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder – BED): abbuffate senza comportamenti compensatori, con conseguente senso di colpa e disagio. Ortoressia: ossessione per il cibo sano che può portare a malnutrizione e isolamento sociale. Disturbi alimentari atipici: sintomi simili ai DCA tradizionali, ma che non rientrano pienamente nelle categorie diagnostiche classiche.
Che si intende per disturbi alimentari?
I disturbi alimentari comprendono un insieme di problematiche legate all’alimentazione e all’immagine corporea che la persona ha su sé stessa. Non si tratta solo di mangiare troppo o troppo poco, ma di un disagio profondo che spesso ha radici psicologiche ed emotive, che spesso derivano da mancanze o da una difficoltà di autoregolarsi emotivamente. Il cibo, in questi casi, diventa un capro espiatorio per gestire lo stress, le emozioni negative o i traumi non elaborati.
Come superare il problema del disturbo alimentare?
Superare un disturbo del comportamento alimentare richiede un percorso di consapevolezza e cambiamento guidato da un professionista. Alcuni passi fondamentali includono: Riconoscere il problema: accettare che il rapporto con il cibo è disfunzionale è il primo passo verso la guarigione. Chiedere aiuto a uno psicologo disturbi alimentari: la terapia aiuta a comprendere le cause profonde e a sviluppare strategie per modificare il proprio comportamento. Lavorare sull’autostima e sulla gestione delle emozioni: attraverso tecniche psicoterapeutiche, è possibile migliorare la percezione di sé e ridurre l’uso del cibo come strategia di compensazione emotiva. Adottare un’alimentazione più equilibrata: con il supporto di specialisti, è possibile ritrovare un rapporto sano con il cibo senza sensi di colpa o restrizioni eccessive.